Racconti in Italiano

La nostra avventura nel West durante lo “shutdown” di Trump – Parte I

L’avventura on-the-road di una tedesca dall’accento fiorentino, un dreamer messicano, e un’italiana adottata dalla California in viaggio nel West americano durante lo shutdown di Trump

Non aprite quella porta! – Storia di vita newyorkese. (II parte)

New York City, Harlem. Franci e Lucia, due amiche, un’ italiana e un’italosvedese, aprono la porta del coinquilino scomparso da una settimana… La loro scoperta inverosimile e agghiacciante le catapulterà in un incubo dal quale è difficile uscire…

Non aprite quella porta! – Storia di vita newyorkese. (I parte)

New York City. Harlem. Due amiche sono alle prese con un enigma. Il coinquilino di Lucia è scomparso da una settimana, e la sua camera emana un odore nauseabondo. Insieme alla sua amica Franci, Lucia è decisa ad aprire quella porta… e svelare il mistero.

Uno, Nessuno, Centomila… profili di Facebook.

Un utente di Facebook decide di aprire Centomila profili, per evitare che un giorno ci sia solo una versione faziosa di se stesso… la sua bacheca come una lapide online.

Corsaro di Manhattan – Part V – La mia avventura nel Chrysler building.

Roberto deve consegnare una pizza margherita al 67esimo piano del Chrysler building. L’usciere lo ostacola, perché vuole tenersi la mancia…

Sailor. Il progetto del “Dream Team”

La presentazione del progetto di Sailor, regista, attori e scrittori.

Corsaro IV, biciclette newyorkesi by Mariagrazia De Luca

Il Corsaro di Manhattan – Part IV. Nemmeno un “grazie” per i soldati delle consegne.

Neppure un “grazie” per Miguel, soldato delle “consegne”.

Il giro del mondo in una giornata attraverso i “sapori” dei cibi di New York.

Senza rendermene conto, ho fatto un giro del mondo “culinario” senza neppure muovermi da New York City.

Verso Sud. La città degli addii.

Non è una cosa personale nei miei confronti. Non può permettersi di avere girlfriend.

“You have beautiful toes!” quando sono i nostri piedi ad essere lusingati.

“You have beatiful toes!” mi ha detto con enfasi in un broken-English che ha lasciato intravedere le sue origini non americane.